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A Roma l’assemblea di Ancc Coop. Oltre 250 uomini e donne fra soci volontari, quadri, dirigenti e ospiti delle Cooperative di consumatori italiane per guardare al domani delle politiche sociali e ambientali di Coop.
A Roma l’assemblea di Ancc Coop. Oltre 250 uomini e donne fra soci volontari, quadri, dirigenti e ospiti delle Cooperative di consumatori italiane per guardare al domani delle politiche sociali e ambientali di Coop. “Creare il futuro. Una buona spesa può cambiare il mondo” il tema della sessione aperta con Lollobrigida, Schlein, Reichlin, Ratti, Martina, Bartoletti, Impagliazzo, Perrotta e Nazari.
Una testa, un voto. Eccola, la partecipazione, che mette insieme la presidente della piccolissima CAS, Cooperativa Allevatrici Sarde di Oristano, e i presidenti delle grandi Coop di consumatori da centinaia di punti vendita. Il volontario tenace arrivato da Torino nonostante lo sciopero dei treni e l’attivista iraniana Parisa Nazari.
La socia abruzzese con una lunga militanza sul territorio e l’architetto internazionale Carlo Ratti. È la presenza attiva di oltre 250 uomini e donne fra soci volontari, quadri, dirigenti e ospiti delle Cooperative di consumatori italiane, riuniti a Congresso a Roma per la 5ª Assemblea Nazionale dei Delegati dell’Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop), l’organismo nazionale di rappresentanza istituzionale di Coop.
Un mondo fatto di 75 cooperative di consumatori aderenti, 6,3 milioni i soci, 59.500 i dipendenti e un giro d’affari di oltre 16 miliardi.
Una due giorni di democrazia tornata in presenza dopo quattro anni e una pandemia. Obiettivo: ratificare il nuovo assetto di governance delle strutture nazionali e di Ancc-Coop e rinnovare gli organismi dirigenti, rieleggendo alla presidenza Marco Pedroni. Ma anche radunare finalmente di persona una comunità che si ritrova e si rinnova, per fare il punto sul presente ma soprattutto guardare al futuro delle politiche ambientali e sociali di Coop.
Temi al centro della sessione aperta “Creare il futuro. Una buona spesa può cambiare il mondo”, con un ricco panel di interventi: il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, l’economista Lucrezia Reichlin, l’architetto e urbanista Carlo Ratti, il vicedirettore della Fao Maurizio Martina e lo scienziato direttore dell’ESA Tommaso Ghidini. In chiusura, a testimoniare i progetti che hanno condiviso con Coop, le voci di Chiara Bartoletti di UNHCR, Marco Impagliazzo della Comunità di Sant’Egidio, Laura Perrotta di Medici Senza Frontiere e dell’attivista iraniana Parisa Nazari.
Tasse, lavoro e largo ai giovani
Si parte da un contesto tutt’altro che semplice, è la premessa del presidente Pedroni: «Un quadro di grande incertezza economica e geopolitica, di perdurante inflazione e di aggravamento delle diseguaglianze in cui ci troviamo a operare». Dunque, avanti con una incisiva politica di sostegno della domanda interna, a favore soprattutto delle fasce più deboli e del lavoro dipendente: «Bisogna agire in modo strutturale sulla riduzione del cuneo fiscale e la flat tax è iniqua e inefficace. Speriamo non venga assunta come perno delle politiche fiscali» è la richiesta al governo di Pedroni.
Che dice sì anche a una normativa sul salario minimo: «Non ci riguarda direttamente, perché i nostri contratti di lavoro sono regolari e garantiscono ai lavoratori ben di più del salario minimo, ma una norma ben fatta ed equilibrata andrebbe a sostenere alcuni milioni di persone, soprattutto giovani, che lavorano in precarietà e aiuterebbe a combattere le distorsioni del mercato dei subappalti». Sul palco sale per un saluto ai delegati il ministro Francesco Lollobrigida, che per prima cosa si dichiara socio Coop e attesta il valore di questa esperienza: «Non sottovaluto il contributo che date al sistema Italia, a partire dal sostegno alle fasce più deboli della popolazione, con grande spirito solidaristico». E dopo il messaggio di saluto fatto pervenire dal vicepremier Antonio Tajani, è la volta di Elly Shlein, che invoca politiche più efficaci per l’inflazione che morde gli italiani: risposte coraggiose come il taglio strutturale del cuneo fiscale, il salario minimo, una politica di contrasto all’evasione fiscale che consentano di dare più risorse sulla sanità pubblica.
L'ECONOMISTA E L'ARCHITETTO
Per abbattere l’inflazione, riportandola nella soglia del 2%, la BCE punta a un innalzamento dei tassi di interesse che potrebbe fiaccare ulteriormente il potere d’acquisto degli italiani, ha ricordato l’economista Lucrezia Reichlin: «Lo choc energetico del gas subito negli ultimi anni è stato il più forte sperimentato del dopoguerra. In Europa consumi e investimenti sono diminuiti, siamo molto più poveri di prima. Ma una stretta sui tassi troppo forte comporta dei rischi». Ad alimentare l’inflazione, intanto, è anche la crisi climatica, che secondo Reichlin ha un impatto diretto sui prezzi dei beni alimentari e dovrebbe essere al centro delle preoccupazioni sia della politica che delle imprese. A sostenere lo sforzo di riconversione delle comunità e dell’economia in chiave sostenibile vi sarà anche la tecnologia. «Il futuro è aperto, non predeterminato. Stiamo assistendo alla convergenza tra fisico e digitale, grazie alla internet of things, e si va verso l’alleanza e l’integrazione tra naturale e artificiale» spiega l’architetto e innovatore Carlo Ratti, che racconta come le piante stiano “invadendo” progetti e spazi urbani e di come Helsinky stia completamente rivoluzionando il proprio sistema di approvvigionamento energetico grazie alla costruzione di 10 grandi isole-serre galleggianti che la alimenteranno con energia pulita.
LA TERRA VISTA DA MARTE
Un salto tecnologico che, però, non tutti hanno la forza di fare, è l’osservazione di Maurizio Martina: «L’impatto diretto del Covid, della crisi energetica e climatica sulle agricolture più deboli è stata devastante. Nel 2022 ben 122 milioni di persone in più sono entrate nell’area della malnutrizione e la fame acuta. Si pone con forza il tema di disuguaglianze di accesso alle tecnologie: è vero, la svolta tecnologia e digitale può portarci a consumare meno producendo meglio ma con quali condizioni, prezzi e regole di accesso? Non tutti i paesi possono gestire la massa di investimenti necessari per un cambiamento radicale di sistema economico». A guidarci verso il futuro non può che essere la passione, per uno studioso come Tommaso Ghidini: «Per il sapiens la felicità è nella sfida, come in un amore corrisposto, non cieco ma visionario».
Oggi, evidenzia, lo spazio ci regala più di quello che pensiamo, ci consente di monitorare decine di variabili che controllano il cambiamento climatico, le telecomunicazioni e altre tecnologie. «La missione sulla luna ha generato, come impatto secondario, 135 mila brevetti, migliaia di aziende e posti di lavoro. La TAC, il microprocessore… sono tutte tecnologie che vengono dall’Apollo». Ma per Ghedini resta fondamentale che la scuola si basi sulla «cultura umanistica, per educare al dubbio, all’etica, a distinguere tra bene e male: solo questo ci rende esseri umani liberi e pensanti». Pronti a guardare la terra con occhi nuovi, magari da Marte.
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