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Grazie alla collaborazione con il fornitore Francescon e la Fondazione Giovanni Paolo II, dieci anni fa Coop ha dato vita a un progetto a favore della popolazione locale. A Tassette, dove è nata la prima piantagione, ora ci sono una scuola e un ospedale. E nuovi progetti aspettano Dakar.
Dakar-Tassette: quaranta chilometri di sterrato polveroso, caldo, polvere, sole. Per percorrerli servono quasi due ore e mezza d'auto, e finalmente dalla capitale del Senegal si arriva al piccolo villaggio. È qui che, dove prima c’era solo terra secca, negli ultimi dieci anni sono cresciuti meloni, tantissimi. Sono i meloni Terra Equa, che troviamo succosi e profumati nei reparti ortofrutta dei negozi Coop, in primavera: un assaggio d’estate prima dell’arrivo dei frutti italiani. A produrli è l’organizzazione di produttori Francescon, fornitore Coop, che ha sede nel Mantovano ma opera anche in Senegal, ieri a Tassette (Thiès), oggi a Dakar, garantendo a 250 lavoratori contratti regolari, pasti, stipendi puntuali. Non è un caso isolato, per Coop: i meloni rientrano sotto l’ombrello di Terra Equa, un progetto nato ormai dieci anni fa con l’obiettivo di portare lavoro e opportunità in aree in difficoltà, grazie alla coltivazione di prodotti agricoli di qualità. Facendo crescere anche salute, istruzione, sviluppo economico e sociale di intere comunità.
Un progetto per offrire istruzione e salute
Questa storia, che parte dall’Italia e arriva nel cuore dell’Africa, non finisce qui. «Io dico sempre che questi meloni sono buoni due volte», spiega Micaela Montano, buyer Ortofrutta in Coop: «Da una parte permettono a noi consumatori di avere questi prodotti con un po’ di anticipo, come fossero un annuncio dei sapori freschi dell’estate. Dall'altro ci hanno permesso di realizzare qualcosa di meraviglioso». Grazie alla partnership con il fornitore di Coop AOP MantuaFruit, che ha avviato qui la produzione di meloni, e alla Fondazione Giovanni Paolo II, dieci anni fa è nato un progetto benefico che transita proprio dalla vendita dei meloni. «Per ogni chilo venduto nei punti vendita Coop, 10 centesimi vengono devoluti alla Fondazione. Questo ha permesso di realizzare a Tassette una scuola in muratura, dove studiano circa 700 tra bambini e ragazzi, e un presidio sanitario con sei posti letto. Si tratta di una struttura per fornire le prime cure, che è stata preziosa anche durante la pandemia, perché lì venivano eseguiti tamponi, i controlli e fornita prima assistenza alle persone malate».
La visita a Tassette
In dieci anni il progetto sui meloni Terra Equa ha permesso di raccogliere circa 300.000 euro. «Ogni centesimo devoluto è finito dritto al progetto, noi stessi visioniamo i bonifici ed è facile verificare i numeri dalla contabilità dei meloni venduti», spiega Montano, che è anche andata a Tassette, a vedere con i suoi occhi quanto realizzato. «Tenevo molto a visitare la scuola. Il sabato gli istituti sono chiusi in Senegal, ma sono stata accolta da una delegazione di due classi. Era caldissimo, ma ancora più calda è stata l'accoglienza che ho ricevuto, è stato molto emozionante».
«Il bello di questo progetto è che i meloni prodotti qui restituiscono qualcosa ai territori in cui crescono. Non cattedrali nel deserto, ma strutture che rispondono ai bisogni della popolazione locale» dice il portavoce della Fondazione Giovanni Paolo II, Renato Burigana. «Sia il presidio sanitario, sia la scuola sono stati costruiti da ditte del posto, che oggi possono continuare a vedere i frutti del loro lavoro. Ogni cosa è stata concepita e realizzata per garantire il meglio, usando materiali di qualità, attenzioni e giusti accorgimenti. Attorno al campus è stata eretta una bellissima e robusta recinzione, perché i bambini potessero giocare in sicurezza. Il presidio sanitario è stato dotato di due ecografi e di tutto ciò che è necessario per fornire il primo soccorso. E le più contente sono state le donne senegalesi, per i loro figli e per sé stesse. Fino ad allora, ogni volta che qualcuno si faceva male o che una donna in gravidanza aveva bisogno di una visita, bisognava percorrere ore in auto per raggiungere l’ospedale più vicino». E da qualche anno, racconta Burigana, nei villaggi della zona si usa mandare le scolaresche in gita alla piantagione, per visitare il sito che produce i meloni. Le classi fanno merenda nell’azienda agricola e spesso portano un frutto a casa, in dono alle famiglie. A dimostrazione di come l’azienda sia diventata parte della comunità.
Nell'ultimo anno la produzione di meloni si è spostata vicino all'aeroporto di Dakar, a un quarto d'ora d'auto dallo scalo, come spiega Micaela Montano: «Lo spostamento ci ha permesso di avviare nuovi progetti. L'iniziativa dei meloni Terra Equa non è finita, con i 10 centesimi donati da Coop per ogni chilo di meloni venduto vogliamo ristrutturare una scuola della zona, che al momento non è agibile, ha il tetto rotto e molte aule da rifare. E poi c'è l'ospedale, un vero presidio, che ha bisogno di interventi importanti, per poter garantire migliori condizioni di cura agli abitanti del posto. Vedremo i primi risultati a fine 2024-inizio 2025, e già non vedo l’ora di tornare. Sono onorata di aver rappresentato Coop: qui non si tratta solo di produrre frutta di buona qualità, ma di dare un'opportunità concreta a centinaia di lavoratori, e assicurare il futuro delle loro famiglie».
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Credit: Foto su gentile concessione di Francescon Op
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