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Sono più di 180 gli eco compattatori installati nei negozi Coop, di cui oltre 130 con Coripet. Grazie a questo sistema di selezione le bottiglie in Pet per alimenti si avviano direttamente al riciclo, per ottenere nuove bottiglie. Con un risparmio in termini di CO2 del 25% rispetto alla raccolta differenziata tradizionale.
C'è chi le chiama “macchine mangia-plastica”, chi “schiaccia bottiglie”, i più accurati utilizzano il termine tecnico: “ecocompattatori”. Qualunque sia il nome scelto, però, la loro funzione non cambia: questi macchinari possono aiutarci a riciclare nel modo più efficiente le comuni bottiglie in Pet, quelle dell'acqua o delle bevande, ottenendo persino premi e buoni sconto.
Dal 2015 le cooperative di consumatori con l’insegna Coop ne hanno già installate più di 180 in altrettanti negozi, da Nord a Sud (di cui oltre 130 con Coripet), consentendo di riciclare oltre 112 milioni di bottiglie, più di 47 milioni solo nel 2025, e coinvolgendo i soci in un’attività virtuosa.
Partecipare è semplice: anziché conferire le bottiglie nei bidoni della plastica, assieme agli altri contenitori e materiali plastici, basta inserirle nelle bocche dei “mangia bottiglie” posizionate nei punti vendita. Attraverso un'applicazione associata alla carta socio, si possono così ottenere punti che saranno convertiti in buoni sconto da usare nei negozi della cooperativa, a cui si aggiungono altri premi da parte del Coripet: cioè, il consorzio EPR riconosciuto dal Ministero dell’ambiente che si occupa della raccolta e di controllare il processo di riciclo delle bottiglie. «Quelle raccolte vengono trasformate in R-Pet, vale a dire Pet riciclato, da cui verranno prodotte nuove bottiglie idonee a contenere liquidi alimentari. Non a caso il nostro progetto si chiama “bottle to bottle”, tradotto: “da bottiglia a bottiglia”. Garantisce il massimo dell'efficienza, perché, conferire in modo selettivo le bottiglie evita dispersioni e consente di ridurre le emissioni di CO2 di circa il 25% rispetto alla raccolta differenziata tradizionale», spiega Monica Pasquarelli, consigliera d'amministrazione di Coripet.
Coripet è il consorzio EPR dove di produttori e riciclatori si sono uniti per riciclare le bottiglie in Pet. Nasce nel 2012 e inizia a operare nel 2018 in via provvisoria e dal 2021 in via definitiva, ma la sua storia, così come quella degli ecocompattatori ha origine in un certo senso qualche anno prima. Risale infatti al 2008 l'approvazione del regolamento europeo 282 che ha permesso di produrre nuove bottiglie utilizzando il Pet riciclato. «Prima di allora il Pet da riciclo veniva usato per realizzare tessuti Pile, tappetini per auto e altri oggetti, oppure imballaggi che non sarebbero entrati a contatto con gli alimenti. Quando il regolamento ha cambiato le cose, consentendo di usare il R-Pet per le bottiglie, si è scoperto che le tecniche tradizionali di riciclo ne raccoglievano in percentuali troppo basse rispetto alla richiesta. Così, è nato Coripet, con l'obiettivo di incrementare la raccolta. Gli impianti di riciclo della plastica si sono dotati di sistemi di purificazione e di decontaminazione necessari per ottenere l’omologazione alla produzione di Pet riciclato per bottiglie, ed è arrivata la rete nazionale di ecocompattatori per la raccolta selettiva. In virtù di questo sistema, oggi possiamo mandare le bottiglie usate direttamente agli impianti, con una logistica mirata e senza dispersioni».
Perché il processo funzionasse era però necessario che i volumi di plastica conferita fossero alti e costanti, e per raggiungere questo obiettivo serviva il contributo di qualcuno che fosse a contatto ogni giorno con i consumatori. «L'adesione della distribuzione è su base volontaria, e non tutti hanno risposto allo stesso modo. Coop, invece, è stato un alleato prezioso. Le cooperative coinvolte hanno dimostrato grande sensibilità, coraggio e lungimiranza. Qualcuna ha iniziato quando ancora i compattatori erano una novità assoluta e sconosciuta; una scommessa, tutte si sono impegnate con numerosi macchinari, si occupano tuttora del loro svuotamento, hanno formato il personale dei negozi, e attraverso di loro hanno coinvolto i soci Coop. Sono tutti passaggi impegnativi ma fondamentali, perché il risultato si ottiene solo se tutti partecipano», dice la consigliera. Coop Reno aveva iniziato a installare le macchine schiaccia-bottiglie dal 2015; la prima installazione Coripet è del 2021, in UniCoop Firenze. Da allora le bottiglie finite nei “mangia plastica” sono state in tutto più di 112 milioni, e con il sistema dei punti premianti, le Coop hanno distribuito ai soci in totale oltre 1 milione e mezzo di euro di incentivi, premiando i consumatori virtuosi.
La formula prevede ecocompattatori negli stessi luoghi dove si fa la spesa, dove i consumatori possono senza sforzo conferire le bottiglie usate, e un sistema che premia chi adotta questa consuetudine. Così piano piano Coripet ha iniziato a installare i macchinari nei punti vendita. Il “grande salto” da poche decine a centinaia di esemplari è avvenuto nel 2019, quando in Italia è arrivata la “rivoluzione copernicana” innescata dalla direttiva europea Sup, continua Pasquarelli: «Tra le altre novità, la norma prevedeva che entro il 2025 il 77% delle bottiglie dovessero essere raccolte in modo differenziato – percentuale che sale al 90% entro il 2029 – e che, sempre entro il 2025, le bottiglie dovessero contenere almeno il 25% di Pet riciclato, 30% entro il 2029». Le percentuali sono ancora lontane dagli obiettivi, ma la norma ha dato il la al cambiamento.
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