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«Vorrei attivare un Seminar Libri, una piccola biblioteca gratuita in negozio, utile anche alle tante persone straniere che vivono nella nostra zona. Ma in questi giorni non ho fatto altro che prendere appunti: torno a casa con una montagna di nuove idee e di spunti per i “miei” punti vendita!». Marina è entusiasta: nella vita fa la traduttrice, ma parla in veste di volontaria. Rappresenta i soci Coop della Valsamoggia, in provincia di Bologna, e ci tiene particolarmente a fare anche dei supermercati più piccoli spazi di incontro e aggregazione. Ivano invece è pensionato e arriva da Città di Castello («Il paese di Monica Bellucci! Lo dico sempre a chi non lo conosce») per Unicoop Etruria: «Se faccio la spesa – spiega - e magari un certo prodotto costa un centesimo in più, devo sapere che ne vale la pena: dobbiamo ravvivare il significato dell’appartenenza, il valore dello spirito cooperativo e mettere il socio al centro dell’attività di Coop!».
Marina e Ivano sono due dei rappresentanti dei soci arrivati da tutta Italia a San Vincenzo, in provincia di Livorno, per la Consulta nazionale dei soci. Un appuntamento di partecipazione che per tre giorni ha visto circa 500 soci diventare protagonisti di gruppi di lavoro e incontri, insieme ad esperti, ospiti autorevoli, dirigenti, addetti dei punti vendita e delle sedi delle cooperative di consumatori. Uno spaccato del Paese, con una babele di accenti, di età, di storie che avevano in comune una passione: la Coop e l’obiettivo di cooperare per il bene comune. Cioè essere come il colibrì della fiaba africana che, portando nel becco una goccia d’acqua, aiuta a spegnere l’incendio nella foresta perché “anch’io voglio fare la mia parte”. Era questo, il colibrì, il simbolo della Consulta.
A San Vincenzo, i rappresentanti dei soci hanno incarnato i 6,4 milioni di consumatori proprietari delle Coop, portando le proprie “Idee per la Coop del futuro” come recitava il titolo della tre giorni. Un’occasione di partecipazione democratica, ma anche un’esperienza umana memorabile, fatta di voglia di stare insieme e condividere esperienze, progetti e valori. Tra discussioni e risate, abbracci e pacche sulle spalle, sorrisi e chiacchiere iniziate al mattino presto, con la partenza in pullman o in treno diretti in Toscana da tutta Italia, e proseguite nel dibattito in assemblea, nei tavoli di lavoro, al bar, a tavola, dopo cena.Il gruppo dei soci e dei lavoratori piemontesi di Nova Coop, una quarantina di persone, nel viaggio ha sostato col pullman per pranzare tutti insieme a Rapallo: mostrano la foto che li ritrae vicini, sorridenti nel blu di una giornata di sole splendente. E sono arrivati pieni di entusiasmo e curiosità la novantina di rappresentanti sociali di Unicoop Etruria, la “nuova” cooperativa di consumatori (è appena nata dalla fusione di Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia): tra di loro c’erano anche una decina di ragazze e ragazzi under 35, dipendenti della Cooperativa.
Una partecipazione, quella dei più giovani, fortemente incoraggiata conferma Giovanni, 27 anni e già rappresentante dei soci di Sacile: «Questo è un mondo che mi è sempre piaciuto, ne condivido i valori. Ho partecipato per caso al mio primo Consiglio di Zona soci a 17 anni, a 18 ero già consigliere di Zona e ora eccomi qui. Per me il tema chiave con cui dobbiamo confrontarci è proprio la partecipazione dei giovani alla vita della cooperativa».
Nelle settimane precedenti, i partecipanti alla Consulta di ogni Cooperativa erano stati coinvolti prima in un’indagine e poi in un percorso di approfondimento sui cinque temi chiave: la partecipazione, appunto, e poi la sfida della sostenibilità, il benessere individuale e collettivo, le nuove frontiere del cibo, le nuove tecnologie. Quindi, in assemblea, i diversi argomenti sono stati introdotti dai talk con gli esperti ospiti della giornata: il segretario generale di Euricse Gianluca Salvatori, il professore di Marketing, Innovazione e Sostenibilità dell'Università Roma Tre Carlo Alberto Pratesi in dialogo con la giovane reporter e autrice Silvia Lazzaris, il professore del Politecnico di Milano Ezio Manzini e la CEO di Collaboriamo Marta Mainieri, l’associata di Psicologia sociale all’Università Milano Bicocca e presidente della Fondazione Ossicini, Elisabetta Camussi.
I partecipanti si sono confrontati direttamente in gruppi di lavoro pieni di passione, per generare e alimentare l’innovazione e la crescita in Coop. «Appuntamenti come questo – sintetizza Maria Luisa, della sezione soci di Siena di Unicoop Firenze – servono per condividere: si impara, ci si scambiano esperienze. Si arriva con un’idea e si torna a casa con due, tutti. E più possiamo confrontarci, più si migliora».
Così, in plenaria, è arrivata un'enorme messe di idee sui diversi filoni di approfondimento, mettendo a fattor comune esperienze che sarà possibile mutuare e trasformare in nuovi progetti per altri territori e punti vendita. Ma anche rivelando esigenze, desideri e sogni: «Chi l’ha detto – ha sintetizzato Jacopo Teodori, rappresentante dei soci per Unicoop Etruria – che con la prossima promozione non si possa offrire un’ora di baby-sitter per figli e nipoti, invece di uno sconto?». In un mondo dove l’individualismo sembra irrefrenabile, i rappresentanti dei soci Coop e dei lavoratori immaginano punti vendita che siano luoghi gentili, aperti, disponibili al confronto, all’accoglienza, ad attivare una nuova rete nelle comunità di cui si sente davvero la necessità. Una rete che è già nata a San Vincenzo.
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