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Passione, innovazione, ricerca della qualità. Se esistesse la ricetta del frutto perfetto, non potrebbe non avere questi tre ingredienti, gli stessi delle uve senza semi coltivate nelle campagne di Taranto e Bari, quelle della “Op Giuliano Puglia Fruit”.
Non ha dubbi Antonio Giuliano, amministratore dell’organizzazione di produttori che porta il suo cognome e che significa quasi 1.000 ettari di terra dove crescono le uve da tavola più pregiate, ma anche agrumi, ciliegie della celebre varietà Ferrovia pugliese, “squisite e croccanti proprio come le nostre uve”, dice con un punta di orgoglio. Antonio, poche parole ma decise, si trova a Turi, nel barese, quartier generale e stabilimento produttivo della Op Giuliano Puglia Fruit, base dell’azienda di famiglia, e luogo da cui proviene parte dell’uva senza semi che troveremo fino a dicembre nei negozi. Le varietà coltivate qui sono tra le più pregiate, e arrivano sui banchi di Coop con il marchio dell’eccellenza Fior Fiore.
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La Giuliano Puglia Fruit è nata come azienda di famiglia. Che storia è la vostra?
Fu mio nonno, si chiamava Antonio anche lui, a fondare la nostra azienda agricola, una delle tante del territorio. Quasi subito intuì che per diventare una realtà solida doveva puntare sulla qualità, cercare le varietà migliori e più richieste, fare ricerca, coltivare usando le migliori tecnologie. È per questo che dopo tutto questo tempo siamo ancora qui. Puoi avere il sole e le condizioni meteo più favorevoli del mondo, ma se nei tuoi prodotti non metti la qualità non vai da nessuna parte. La nostra è sempre stata un’azienda a carattere familiare, a capo c'era prima mio nonno, poi i suoi tre figli, Vito, Nicola e Giovanni. Mi sono aggiunto io, figlio di Vito, subito dopo la laurea in Economia e commercio, ma è da quando ero piccolo che giro tra questi campi. Oggi lavoro fianco a fianco con loro, che sono il cuore e l'anima di questa azienda, e in arrivo ci sarà tutta la nuova generazione di cugini, fratelli,sorelle. Da alcuni anni, poi, ci siamo uniti con i nostri conferitori storici e siamo diventati una grande organizzazione di produttori. Produciamo essenzialmente uva da tavola soprattutto senza semi, ciliegie e una piccola parte di agrumi. In questo modo ci garantiamo una continuità di produzione tutto l'anno, ciliegie da maggio a giugno, l'uva fino a gennaio, in febbraio, marzo e aprile gli agrumi.
Siete conosciuti come “quelli dell'uva senza semi”: siete tra i primi ad averla portata nel Paese, tra i maggiori produttori in Italia. Come siete arrivati a questo punto?
Per anni abbiamo prodotto uva con semi, ma al lavoro nelle vigne abbiamo affiancato quello di ricerca e di innovazione, cercando di fare sempre un passo in avanti. Osservando quello che succedeva all'estero ci siamo resi conto con anticipo che i gusti e le esigenze dei consumatori andavano cambiando, e sempre più persone chiedevano l'uva senza semi. Ci siamo allora messi alla ricerca delle varietà più adatte al nostro territorio, e che rispondessero alle nostre esigenze: un prodotto sì senza semi, ma anche qualitativamente di alto livello.
Obiettivo raggiunto…
Siamo partiti con una varietà di bianca, la Pristine o Blanc seedless, di cui abbiamo avuto in esclusiva la produzione da un gruppo cileno. La Pristine è frutto di più di 20 anni di ricerca e migliaia di incroci. È seguita un'altra bianca, l’Autumn Crisp e ancora dopo La Sugar Drop, e da due anni si è aggiunta la rossa Sweet Celebration. Di volta in volta abbiamo stretto accordi con Coop per commercializzare questi prodotti con il marchio d’eccellenza. Le uve Fior Fiore che trovi nei negozi Coop sono senza semi, hanno acini grossi e succosi, sono belle a vedersi e gustosissime.
C’è un “segreto” per renderle così buone?
Servono programmazione, ricerca, duro lavoro: è un mix. Non ci possiamo limitare a fare prodotti ottimi, devono anche essere omogenei. Indipendentemente dal raccolto, il consumatore deve trovare ogni volta un prodotto che abbia lo stesso sapore e le stesse caratteristiche.
Qual è la caratteristica di queste uve?
Ognuna ha la sua. La Pristine, per esempio, ha acini grossi, consistenza fragrante e un leggero sentore di vaniglia, ma tutte sono dolci e croccanti, ecco gli aggettivi che le definiscono più di ogni altro.
Sono anche sostenibili. Nel 2022 Giuliano Puglia Fruit è stata tra i vincitori del premio Coop for future riservato ai fornitori Coop: tra le motivazioni del riconoscimento, la valorizzazione degli scarti da lavorazione, l’aumento dell’efficienza degli impianti per ridurre i consumi energetici, la riduzione del peso degli imballaggi, l’installazione sugli stabilimenti di impianti fotovoltaici.
Il nostro impegno verso la sostenibilità è concreto. Abbiamo investito molto in ricerca per trovare tecniche di irrigazione in grado di ridurre il più possibile lo spreco di acqua e oggi in azienda abbiamo pannelli fotovoltaici da quasi 3 megawatt, per citare solo due esempi.
Lavorare con Coop vi ha spinto in questa direzione?
Siamo fornitori di Coop da circa quarant’anni. La nostra sensibilità sui temi della sostenibilità si è sviluppata anche grazie a loro, e non nego che questo ci abbia fatto crescere e ci abbia portato grandi vantaggi.
Ora si guarda al futuro…come si tiene alta la qualità?
Specializzandosi su pochi prodotti e cercando di migliorare sempre, di generazione in generazione. In questo momento siamo al lavoro su nuovi progetti varietali, per cercare di estendere la stagionalità e produrre in più momenti dell’anno.
Qualcosa di cui vai particolarmente orgoglioso?
Le persone. Qui in azienda siamo una squadra.
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