Coop For Refugees: insieme per sostenere chi fugge dalle zone di guerra Oggi arrivano armi nelle 56 zone di guerra, ma queste non servono ai 123 milioni di persone in fuga o in stato di grave necessità.Una situazione senza precedenti, in cui rifugi, ospedali, operatori umanitari e civili sono diventati bersagli militari. Attraverso la campagna di raccolta fondi “Coop for Refugees”, lanciata per offrire aiuti immediati ai civili in fuga dalla guerra, sono stati raccolti oltre 313 mila euro. Di questi, 200 mila euro sono stati donati direttamente dalle cooperative, mentre più di 100 mila euro sono arrivati dai contributi di soci e clienti, raccolti in un solo mese, dal 9 dicembre al 9 gennaio.I fondi ottenuti sono stati impiegati per attivare interventi concreti a sostegno delle popolazioni colpite:500 kit di emergenza per il Libano, contenenti materassi, lampade solari e set per cucine da campo, a beneficio di 2.500 famiglie.Sostegno economico a 600 famiglie ucraine, per aiutarle a far fronte alle necessità quotidiane.500 tende per le popolazioni in fuga in Sudan, garantendo riparo a chi è costretto a lasciare tutto.500 kit di beni di prima necessità per la popolazione di Gaza, per alleviare le difficoltà più urgenti.Ogni donazione ha fatto la differenza e ha consentito di ampliare il supporto a chi ne ha più bisogno. Più donazioni significano più aiuti concreti, più vite salvate, più speranza. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito, insieme abbiamo fatto la differenza! Coop For Refugees: il nostro impegno La nostra unica priorità è assistere chi ne ha più bisogno LIBANO Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, annunciato il 26 novembre con effetto dal 27, arriva dopo due mesi di conflitto che hanno causato 1,3 milioni di persone colpite e quasi 900.000 sfollati. Le vittime sono quasi 4000, con oltre 16.000 feriti.Con l'arrivo del freddo, le condizioni per i rifugiati peggiorano, aumentando i bisogni urgenti di rifugi adeguati e assistenza invernale. Oltre 562.000 persone hanno attraversato il confine verso la Siria, per lo più donne e bambini.Le priorità sono alloggi di emergenza, cibo, cure mediche e beni essenziali. Dal 23 settembre, UNHCR ha assistito oltre 510.000 persone con rifugi, protezione e supporto vitale, adattando la risposta alle necessità in evoluzione, in coordinamento con le autorità e altri attori umanitari. UCRAINA Sono trascorsi oltre 1.000 giorni dall'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia, e i bisogni della popolazione aumentano a causa degli intensi attacchi e dell'arrivo dell'inverno. Attualmente ci sono 3,7 milioni di sfollati e 6,7 milioni di rifugiati all'estero. Circa 14,6 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria. La distruzione delle infrastrutture energetiche ha ridotto la capacità di produzione di energia del 65%, con continui attacchi che interrompono elettricità, riscaldamento e acqua. Si stima che almeno 2 milioni di persone abbiano subito danni alle loro case. La nostra priorità è raggiungere 550.000 persone con assistenza invernale, tra cui beni essenziali, coperte, abiti caldi e supporto per la riparazione delle abitazioni. SUDAN In Sudan, la crisi umanitaria in corso è tra le peggiori degli ultimi decenni, con sofferenze enormi per la popolazione civile. Oltre 8,3 milioni di persone sono sfollate internamente e 13 milioni affrontano gravi insicurezze alimentari. 14 regioni sono a rischio carestia e 3,7 milioni di bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta grave.Più di 3 milioni di persone sono fuggite all'estero, con il Ciad che accoglie oltre 710.000 rifugiati. Molti hanno raccontato atrocità, comprese violenze sessuali.UNHCR fornisce assistenza salvavita, tra cui ripari, cibo, acqua, assistenza sanitaria e supporto psicosociale, con un focus sulla prevenzione della violenza di genere. EGITTO - GAZA UNHCR, insieme alle altre agenzie delle Nazioni Unite e ai partner umanitari, sin dall’inizio del conflitto israelo-palestinese ha più volte ribadito la necessità di un cessate il fuoco immediato, che siano protetti i civili e le infrastrutture da cui dipendono, che gli ostaggi siano rilasciati immediatamente.Nonostante sia l’UNRWA l’agenzia delle Nazioni Unite con il mandato specifico di fornire assistenza e protezione ai rifugiati palestinesi a Gaza, Libano, Giordania, Siria, Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est), l’UNHCR ha inviato beni di prima necessità dall’Egitto attraverso la Mezzaluna Rossa Egiziana tra cui acqua, vestiti, coperte, taniche e materassini e ha inoltre garantito assistenza economica diretta alle persone evacuate da Gaza in Egitto per ragioni mediche.