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Beatrice Tassone ha presentato il 2 aprile a Milano il libro a fumetti, realizzato con Coop Lombardia, che racconta la sua vita e il suo sguardo sul mondo. Compresa la spesa nel primo supermercato Autism Friendly di Coop, che dopo Monza ha aperto anche a Firenze, Bastia Umbra, La Spezia, Parma… In nome dell’inclusione.
“Cadi sette volte, rialzati otto”, recita un antico proverbio che ama citare. E lei si è alzata, eccome, fino a raccontare la sua vita, il modo in cui guarda il mondo e le sue emozioni in un libro a fumetti. Beatrice Tassone, 19 anni, di Cologno Monzese, ha impugnato la matita e tradotto in immagini la sua storia in un’autobiografia in stile manga: “Essere Bea. Diario di una ragazza autistica con la passione per il Giappone”.
Un racconto dai disegni bellissimi, che ripercorre una storia fatta di cadute e successi, paure e incontri, scoperte e vittorie: dalla diagnosi di sindrome dello spettro autistico fino agli esercizi per imparare a governare le emozioni, il confronto con gli altri, la scuola e il bullismo … E i momenti di gioia, quelli in cui le cose vanno per il verso giusto. Come quando entra, riluttante, nel supermercato Autism Friendly della Coop (il primo negozio di questo tipo in Europa, inaugurato a Monza nel 2020), dove scopre che le luci sono morbide e non la accecano (anche perché Bea è anche albina, e i suoi occhi sono molto sensibili), la musica si sente appena, la comunicazione aumentata alternativa la aiuta a trovare i prodotti nelle corsie, il bip delle casse che di solito la fa impazzire non c’è. E lei riesce a sentirsi meno diversa.
«Questa è la mia tavola preferita, guarda tutti i dettagli», dice indicando la miriade di minuscoli prodotti che ha disegnato impilati nel negozio, in prospettiva dietro alla sua figuretta bionda. O quando conosce Nico Acampora, il fondatore di PizzAut - la prima pizzeria in Italia gestita da persone autistiche –, e scopre che sì, l’odiata salsa sulle patatine può essere buona.
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Per Bea “la vita comincia dove finisce la paura”, come scrive lei stessa, visto che un anno fa, dopo essere stata coinvolta in un progetto dedicato all’albinismo, è stata assunta da Coop Lombardia e ora gode di un distacco proprio a PizzAut. Come artista, gestisce su Facebook il profilo Bea's MangArt e su Instagram è @catbot_04, supereroina che disegnava da adolescente. Mentre è diventata famosa con la partecipazione a “Tú sí que vales” su Canale 5 e ai programmi Rai "Listen to me” e "O anche no". «Dicono che noi autistici non possiamo fare tante cose – racconta – ma se voi ci togliete l’etichetta di disabile scoprirete che c’è una persona, dietro. Possiamo stare nella società e affermare la nostra dignità come esseri umani, e una giusta informazione è il primo passo per combattere lo stigma e la discriminazione nei nostri confronti. L’autismo non è una malattia, è una neurodivergenza: una mente che funziona in modo diverso».
Il giorno più bello di Bea forse è proprio quello che nel libro non poteva ancora esserci: il 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che ogni anno punta a promuove la conoscenza su questa sindrome, contrastando la discriminazione e l’isolamento di cui sono ancora oggi vittime le persone autistiche e le loro famiglie. Quel pomeriggio, Beatrice Tassone è arrivata in Comune a Palazzo Marino, a Milano, per presentare “Essere Bea” in una sala strapiena e carica di entusiasmo, tra applausi, abbracci e strette di mano. Come una star. Con lei, Marco Madoglio, autore di soggetto e sceneggiatura, e coloro che l’hanno accompagnata in questo percorso: Silvia Amodio, giornalista e fotografa, ideatrice e curatrice del progetto, lo stesso Nico Acampora, il presidente di Coop Lombardia, Alfredo De Bellis, Enrica Salomone, del dipartimento di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca, che firma l’introduzione al libro. Ad accoglierla in Comune c’erano anche la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo e i Terconauti, alias Damiano, Margherita e Philipp, il trio che sui social e ora anche in teatro usa il sorriso e l’ironia per togliere il velo di ipocrisia e pietismo che circonda l’autismo.
Perché, scherza Nico Acampora, «anche i “normaloidi”, come vi chiamiamo noi, non sono tutti uguali. Beatrice ha fatto un fumetto, da noi lavorano 35 ragazzi autistici: queste sono le cose importanti, il resto sono chiacchiere. Non bisogna fare qualcosa “per” le persone autistiche, ma “con” le persone autistiche». Anche il libro servirà a finanziare l’attività sul campo dell’associazione, che oggi gestisce due pizzerie e segue progetti di formazione, inclusione e autonomia per giovani autistici.
Beatrice Tassone è una delle 600 mila persone in Italia (un bambino ogni 77 tra i 7 e i 9 anni) con spettro autistico, un insieme molto variabile di difficoltà persistenti nella comunicazione e interazione sociale, con comportamenti, interessi o attività ristretti o ripetitivi, spiega la professoressa Salomone. Problemi più o meno gravi e profondi, dovuti a molteplici concause, compresa la neurobiologia, che possono compromettere in modi differenti lo sviluppo. Persone che, con i percorsi giusti, possono vivere una vita come le altre, trovare nel lavoro autonomia e dignità, gestire attività quotidiane come fare la spesa.
Proprio in nome dell’inclusione, dopo Monza, molti punti vendita Coop sono diventati Autism Friendly anche in altre città, moltiplicando le esperienze positive come quelle di Bea e facendo rete con realtà innovative che lavorano con chi ha esigenze speciali. In Lombardia sono stati certificati Autism Friendly altri 10 punti vendita Coop e poi, via via, il negozio Coop.fi di via Caracciolo a Firenze e la Coop di Bastia Umbra, dove sono anche in vendita i prodotti de La Semente di Spello, cooperativa agricola che offre opportunità di lavoro a ragazzi autistici.
E ancora in Liguria, a La Spezia, l’Ipercoop Le Terrazze e il Superstore Coop da pochi giorni sono Autism Friendly, condividendo il progetto con la Fondazione Aut Aut e ottenendo il patrocinio di Regione Liguria per la sua valenza sociale. Qui tutto il personale ha seguito una formazione specifica e l’equipe di direzione ha trascorso un’intera giornata presso Luna Blu - struttura per l’inclusione lavorativa dove lavorano 16 ragazzi con autismo - incontrando di persona alcuni dei giovani seguiti con le loro famiglie. Intanto, in tutti i negozi della città sono arrivati cinque formati di pasta prodotti proprio dal laboratorio di Luna Blu. Il mercoledì dopo pranzo ora c’è l’ora blu, con luce attenuate, niente annunci e l’invito a tutti di fare la propria parte, evitando di alzare la voce e produrre rumori molesti. A Parma, la Coop di via Gramsci è il primo negozio “AUTentico”, in collaborazione con Generazione Parma e Cooperativa Insieme, con il patrocinio del Comune della città emiliana. Anche qui, oltre all’allestimento del supermercato Autism Friendly e la formazione del personale, ci sono le “ore tranquille”, adatte a persone con sensorialità differente. Un modello di inclusione che continua perché, dice bene Bea, “tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere”.
Il libro “Essere Bea” è pubblicato da Coop Lombardia con Editrice Consumatori ed è distribuito da librerie.coop, sul cui sito si può prenotare. È in vendita a 5 euro che negli ipercoop e nei negozi Autism Friendly di Coop Lombardia. Il ricavato verrà devoluto all’associazione PizzAut Onlus.
Credit Ansa per Coop Lombardia
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