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Da due anni, a Torino, è nata un'iniziativa contro lo spreco alimentare che dà una mano anche alle persone in difficoltà: raccoglie dai negozi Coop prodotti freschi e freschissimi in scadenza e li porta in luoghi di aggregazione. E arriva anche a chi non chiede aiuto. Intanto, con Dona la Spesa, le cooperative Coop donano ogni anno centinaia di tonnellate di beni di prima necessità.
Il “carico” si ripete una o due volte a settimana: la cargo bike passa nel punto vendita Coop per raccogliere insalata e verdure, frutta e carne, pesce, latte e tutto ciò che di fresco e di freschissimo è vicino alla scadenza. Si carica la merce a bordo, si trasporta a destinazione e si mette in frigo. Non un frigorifero qualunque, però, ma il frigo “del quartiere”, punto di riferimento per gli abitanti della zona, in particolare quelli che hanno bisogno di una mano.A Torino sono ormai 4 i presidi, in altrettanti punti della città. Case di quartiere, centri di incontro e punti di aggregazione che riescono a raggiungere chi ha bisogno di rimpinguare la sua spesa. Oggi sono 94 i nuclei familiari, in totale circa 266 persone: famiglie o singoli, stranieri e italiani, giovani e meno giovani che spesso, pur avendo un'entrata o una casa non riescono più a far quadrare i conti. Tra loro c’è chi come F. vive sola con un figlio, e giura che appena troverà un lavoro stabile lascerà il posto a qualcun altro. Chi grazie al frigo ha assaggiato per la prima volta il pesce spada, chi non conosceva nessuno nei dintorni e ha trovato l’occasione per incontrare qualcuno e fare due chiacchiere. Perché non c’è bisogno solo di cibo.
È qui il senso del frigo di quartiere, iniziativa nata nel capoluogo sabaudo nell’ambito del progetto IM.patto, in virtù di un accordo tra Nova Coop e alcune associazioni di volontariato. Sono partiti nel 2022, con il primo presidio nell’Orto del Boschetto Via Petrella, ma l’idea ha funzionato e piano piano il progetto si è allargato fino a 4 presidi, che coinvolgono 3 punti di vendita Coop e 7 enti, come spiega Marcello Giangualano, responsabile di Zona della direzione Politiche Sociali di Nova Coop. «Quattro anni fa la cooperativa ha avviato una call for ideas sui temi del benessere, del cibo e della salute, chiedendo ad alcune associazioni cittadine di portare spunti e idee. Volevamo intercettare i bisogni del territorio per fare qualcosa di concreto, e incontro dopo incontro, grazie al confronto si è iniziato a parlare dello spreco legato alla distribuzione organizzata. Per Coop non è un tema nuovo, già dal 2003 in tutta Italia la cooperativa ha avviato Buon fine, il progetto che consente di destinare ogni anno tonnellate di prodotti confezionati in scadenza alle persone in difficoltà, e ridistribuiamo anche i freschi e freschissimi. Insieme abbiamo pensato però a un nuovo strumento che permettesse di valorizzare le relazioni che si instaurano attraverso questo processo». Cosa c’è di meglio di un frigorifero, vicino al negozio che raccoglie e distribuisce il cibo a chi abita o si trova in zona?
Il frigo di quartiere ha una particolarità: arriva in fretta dal banco del supermercato nei luoghi di aggregazione e socialità, frequentati dai possibili destinatari, evitando loro il disagio di chiedere aiuto. Il primo è nato in un orto sociale, l’Orto Urbano “Il Boschetto”, dove già ci sono porzioni di terra assegnate dal Comune a 20 famiglie del quartiere, che coltivano da sé ortaggi e verdure. «L'orto è a 600 metri dal supermercato Coop di piazza Respighi. Nova Coop ci ha assegnato una cargo bike per il ritiro, scatole termiche, scatoloni e termometri per il trasporto, borse in tessuto riutilizzabili per la distribuzione. Il giorno del ritiro, che qui è una volta a settimana, i beneficiari tra cui proprio alcuni ortolani, recuperano il cibo in scadenza, integrando con quanto prodotto dall'orto», spiegano dall'ong RE.TE, che gestisce questo primo presidio. I prodotti si mantengono integri grazie al trasporto veloce e all’utilizzo di termometri e borse termiche, la collaborazione con il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione della Asl città di Torino garantisce che queste pratiche siano allineate agli standard previsti per i prodotti in vendita. Ma di utile, il progetto, ha anche un altro aspetto, legato all’educazione alimentare in senso più ampio. Vedere un frigorifero, uguale in tutto e per tutto a quello di casa, che raccoglie e ridistribuisce i prodotti ancora freschi e “buoni” da consumare, ma non vendibili, incentiva a fare lo stesso tra le mura domestiche. Nel contempo distribuire alimenti freschi, come frutta e verdura, contribuisce a promuovere uno stile alimentare più sano anche per chi ha problemi di salute. Per potenziare questi messaggi, nei luoghi di ritrovo vengono organizzati incontri e attività educative, che vanno dalla lettura delle etichette nutrizionali alla scelta degli alimenti adatti alla propria età e stile di vita. C’è chi ha imparato a pesare gli alimenti, chi a mettere in evidenza in dispensa quelli che scadono prima, o a regalare quelli in eccesso prima che scadano.
Soprattutto, però, il frigo ha creato uno spazio comune di condivisione, come quelli che si avevano nei paesi e nei quartieri tanto tempo fa. «Ogni fine estate, si tiene all’orto la social passata: le famiglie della zona e i soci Coop vengono invitati a trasformare 1.000 chili di pomodori in conserva della filiera Buoni e Giusti Coop, tra musica e chiacchiere. Tra un appuntamento e l’altro si conoscono, ritrovano il piacere della condivisione, il più potente antidoto contro la solitudine e l’esclusione sociale», spiega Marcello Giangualano. Non è un caso che di storie belle, attorno a questi elettrodomestici della solidarietà, ne girino tante. Una è quella di M., che ogni volta che torna a casa dopo la tappa al frigo distribuisce le “sue” cose a un vicino.«Quando mi ha vista il lunedì, mi ha chiesto se potesse avere qualcosa. Mi ha detto “qualsiasi cosa, un po’ di pane, verdura... e anche se non è nel gruppo, gli do i miei prodotti… quello che c’è, si divide».
Partecipazione e condivisione sono parole d’ordine anche nel centro storico di Genova, dove Coop Liguria è coinvolta nel progetto di un Emporio solidale decisamente singolare. Qui, una rete di associazioni e una sessantina di volontari lavorano ogni giorno per dare aiuto alle famiglie fragili del centro storico. Un sostegno che non si limita alla distribuzione dei beni materiali. Nel centro vengono offerti servizi di ascolto e consulenza sull’orientamento al lavoro, supporto per pratiche burocratiche, aiuto per il reinserimento sociale, ma anche attività di socializzazione, che vanno dai corsi di italiano a quelli di informatica, dal giardinaggio allo shiatsu. Proprio il partecipare a queste attività, che sono aperte a tutti, permette di ottenere i punti extra da “spendere” all’emporio. In alternativa, e sempre con l’obiettivo di avere punti da spendere, gli utenti possono decidere di prestare servizio presso la stessa struttura, mettendo a disposizione le proprie competenze. Un modo per restituire dignità e combattere l’isolamento e l’esclusione che colpiscono spesso chi si trova ai margini. Coop Liguria è tra gli enti che forniscono supporto attraverso le donazioni di beni alimentari.
Sono decine le iniziative e i progetti per la distribuzione di alimenti e altri beni che le altre cooperative aderenti a Coop organizzano ogni anno fianco a fianco con enti del terzo settore e piccole e grandi associazioni di volontariato. A livello nazionale, oltre a Buon fine, nato per combattere gli sprechi donando alimenti vicini alla scadenza, ogni anno, a cadenze periodiche, si tengono nei punti vendita lungo lo Stivale le giornate di Dona la Spesa. Sono occasioni in cui i soci Coop, assieme ai volontari e operatori delle diverse associazioni, entrano nei negozi per parlare con i clienti e incoraggiare la donazione di prodotti e beni di prima necessità. È una raccolta mirata e per questo preziosa per i beneficiari: al di là degli indispensabili, come olio, tonno, cibi a lunga conservazione e prodotti per l’igiene personale, i volontari hanno con sé gli elenchi con quelli che, di volta in volta sono più necessari per i beneficiari di riferimenti, per esempio prodotti per la prima infanzia se ci sono nuclei con bambini molto piccoli. Alcune delle giornate di Dona la spesa hanno poi finalità particolari, come quella di settembre per la raccolta di materiali scolastici, o quella dei pet food.
Anche quest’anno la campagna ha permesso di donare centinaia di tonnellate di merce, e anche nell'ultimo appuntamento del 12 ottobre, i clienti e soci Coop non si sono fatti pregare. Nei punti vendita aderenti di Unicoop Firenze, per citare qualche esempio, sono state raccolte in collaborazione con la fondazione “Il cuore si scioglie” ben 193 tonnellate di generi alimentari, 184 sono le tonnellate donate dai clienti di Coop Alleanza, mentre nei negozi di Coop Lombardia si è arrivati a 54,8 tonnellate, e a 45 nei negozi di Unicoop Tirreno, 28 nei punti vendita di Coop Liguria.
Ecco una carrellata di foto con alcuni dei protagonisti, soci e volontari del Terzo settore che hanno dedicato una giornata agli altri.
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