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Partner della più grande regata d'Europa, Coop è stata quest’anno protagonista con due equipaggi, di cui uno tutto al femminile. Per portare un messaggio di uguaglianza.
Maria e Chiara, Lucia ed Erica, Monica, Paola, Elisa, Maria Luisa, Chiara e Michela. Questa storia parla di loro, dieci donne, dieci dipendenti delle cooperative di Coop, che sono arrivate a Trieste da ogni parte d'Italia per sfidare il mare e portare un messaggio di parità alla Barcolana 54, dal 1° al 9 ottobre. Coop, partner della regata “più spettacolare del mondo” le ha volute in gara a bordo di una delle sue due barche, la Kind of Magic, dove hanno veleggiato fino a raggiungere il secondo posto nella loro categoria, guidate dalle campionesse Francesca Clapcich e Sally Barkow, Claudia Rossi e Cecilia Zorzi.
Un'avventura che ha il sapore dell'amicizia e dello spirito di squadra, ma che parla anche di diritti delle donne sul lavoro, e non solo perché la barca di Coop era l’unica ad avere un equipaggio tutto rosa. La vela spiegata della Kind of Magic si è fatta portatrice di un messaggio, quello di genitori #allapari, l’hashtag della petizione lanciata dal gruppo Movimenta su change.org e sostenuta da Coop, che chiede l’estensione per legge del congedo di paternità obbligatorio a tre mesi.
Una misura che ha un duplice risvolto: permettere ai papà di stare più tempo con i loro figli, e portare uguali diritti sul posto di lavoro, dove oggi le donne, uniche beneficiarie del congedo obbligatorio, sono spesso penalizzate nei percorsi di carriera. L'iniziativa fa parte della campagna Close the Gap che Coop ha lanciato nel 2021 per promuovere la parità di genere e ridurre le differenze.
Le dieci donne del team di Kind of Magic sono dipendenti delle principali cooperative della galassia Coop, ricoprono ruoli molto diversi tra loro. Sono addette al banco, alla cassa, direttrici di punto vendita, farmaciste, qualcuna è mamma e qualcuna no, ma hanno in comune l'amore per il mare.
C’è chi tra lavoro e famiglia riesce a incastrare qualche uscita con la deriva, chi è appassionata di immersioni, chi ha la patente nautica e chi va a “caccia” di regate con gli amici. Insieme, hanno guadagnato il secondo posto nella propria categoria, portando la causa di genitori #allapari fin sul podio della Barcolana. «Mi piace l’idea di aver fatto parte di un gruppo di donne impegnate a sostenere una campagna sui diritti dei padri», dice Maria Maniero, direttrice di un punto vendita a Venezia in forza a Coop Alleanza 3.0. e membro del team. «Ma questa è anche una campagna per dire che genitori e lavoratori, donne o uomini, devono partire dallo stesso piano e che madri e padri devono avere gli stessi diritti e gli stessi doveri dentro casa e negli uffici».
Anche Lucia Ruffini, capo reparto macelleria a Genova e parte dell’equipaggio, ha creduto sin dall’inizio in questa iniziativa: «I figli hanno bisogno di avere vicino entrambi i genitori, in ogni momento della vita. E non è giusto che a occuparsi della cura siano solo le donne. Dobbiamo batterci perché ci sia piena collaborazione».
Maria Maniero, direttrice di un punto vendita a Venezia di Coop Alleanza 3.0., partecipante alla Barcolana54
Tante storie in un messaggio
NON È FREQUENTE VEDERE EQUIPAGGI TUTTI AL FEMMINILE DURANTE LE REGATE.
E anche alla Barcolana, la Kind of Magic non è passata inosservata. Lucia ricorda perfettamente il momento dell’arrivo: «Trieste ci ha accolto in modo meraviglioso. Quando alla fine della gara ci siamo avvicinate al molo abbiamo trovato una folla di persone ad acclamarci ed è allora che ci siamo rese conto che eravamo dentro la storia di questa manifestazione», racconta. Lucia ha vissuto il mare sempre come un privilegio legato al mondo maschile, per lei questa gara è stata una piccola sorpresa. «Sogno la vita in barca da quando ero bambina, ho frequentato l’istituto nautico di Livorno, allora eravamo due ragazze su 300. Quando ho preso il diploma e mi sono messa a cercare un imbarco su una nave mercantile, è bastato un colloquio per capire che non c’era posto per una donna. Ma a Trieste è stato diverso. All'inizio vedevo gli equipaggi di soli uomini, che ci guardavano curiosi, ma poi ho notato che le nostre skipper erano completamente a loro agio, com’era giusto che fosse. Le cose stanno cambiando. Dobbiamo continuare a sostenere la causa dei nostri diritti, come genitori e come lavoratrici».
QUELLA DEL PINKTEAM COOP È ANCHE UNA STORIA DI "SORELLANZA".
«Quando ho deciso di partire non conoscevo nessuna delle colleghe che avrei incontrato», sorride Claudia Gabbrielli Bacci, che dal 2006 lavora come addetta alle casse in UniCoop Firenze. «Ma con le altre abbiamo da subito instaurato un rapporto stretto, come in una squadra dove tutte avevamo pari ruolo e pari livello, pronte a collaborare e a goderci il meglio». Anche Maria ha vissuto le stesse sensazioni. «Ero terrorizzata all’idea di fare una regata vera. Sono nata a Venezia e cresciuta sulle barche, ma questa era una gara e temevo un disastro. Invece dopo soli due giorni ci comportavamo come un team “storico” e quando è stato il momento di veleggiare, abbiamo seguito alla perfezione le indicazioni delle skipper, in tempo reale!». Il momento più emozionante? Lo ricordano tutte: quando Francesca Clapcich, la capitana, ha sentito il vento alzarsi e ha deciso di partire. «La partenza è un momento molto delicato. Se ti muovi bene e prendi il vento giusto guadagni già un bel vantaggio, e noi eravamo concentratissime. E poi c’è stato il primo giro di boa, quando la barca fa una virata strettissima. La manovra ci ha lasciato tutte senza fiato».
PER LE "RAGAZZE" DI COOP, ESSERE A TRIESTE A SFIDARE IL MARE CON UNA BARCA TUTTA LORO, È STATO PRIMA DI TUTTO UN REGALO.
Lo è stato soprattutto per Claudia: «Quando mi hanno annunciato che la mia candidatura era stata accettata da Coop per la regata di Trieste uscivo da una malattia e non ero ancora rientrata al lavoro. Dopo avere trascorso mesi in casa, tornare in mare, tra gli spruzzi, il vento e le onde, è stata un’emozione unica», racconta. Claudia ha praticato vela e windsurf, con il suo labrador Casper ha preso il brevetto per il salvataggio, e appena può scappa nella sua casa all'Argentario. «La Barcolana è stata per me il simbolo del ritorno alla vita - dice. - Ma a spingermi a partecipare è stato anche il mio essere mamma lavoratrice. Quando mi hanno spiegato lo scopo di questa iniziativa, farsi portavoce di un messaggio di parità e sostenere concretamente una petizione perché i papà passino più tempo con i propri figli, ho pensato subito che quel messaggio riguarda tutti noi. Venti anni fa, quando la mia bambina è nata, io non lavoravo e mio marito era fuori tutto il giorno per lavoro, non la vedeva mai. I primissimi tempi provava un grande dispiacere nel constatare che per nostra figlia esistevo solo io».
QUATTRO CAMPIONESSE AL TIMONE
Triestina, classe 1988, all’attivo un titolo di campionessa del mondo 49erFX nel 2015 e di campionessa europea, Francesca Clapcich ha capitanato questa avventura con altre tre fuoriclasse. Sono la pluricampionessa del mondo Sally Barkow, la campionessa europea Claudia Rossi, e Cecilia Zorzi, che nella vela d’altura ha vinto il titolo italiano, il Campionato Mondiale Offshore e per due anni consecutivi il Campionato Europeo. Così Claudia Rossi ha sintetizzato il senso di questa iniziativa: «Come in acqua un team deve collaborare, allo stesso modo a casa tutti devono avere la possibilità di lavorare e di fare la propria parte».
Close The Gap
Per promuovere la parità di genere femminile, combattere le disparità e ridurre le differenze.
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