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Parte a metà aprile il nuovo progetto per la tutela ambientale del Mediterraneo riservato agli under 35. Un corso gratuito (iscrizioni aperte fino all’8 aprile) per scoprire le meraviglie dei nostri mari, il piacere di immergersi e imparare a tutelarne i tesori. A partire dalla posidonia.
La posidonia, per i più, è un'illustre sconosciuta. A volte ci capita di vedere le sue lunghe foglie sottili ormai secche come paglia sulla battigia, ma la maggior parte di noi ignora che questa pianta marina - che cresce nel Mediterraneo - è un polmone capace di produrre buona parte del fabbisogno di ossigeno del nostro mare. O che fa da riparo ai pesci in fuga dai grandi predatori, e che tra le sue praterie molte specie si corteggiano e depongono le uova.
Se sapessimo cosa c’è e cosa succede nei nostri fondali, apprezzeremmo e avremmo più cura di questo enorme tesoro, dicono gli esperti. Ed è proprio da qui che è nata l’idea di un percorso di formazione gratuito che Coop dedica quest’anno ai ragazzi tra i 18 e i 35 anni, e di cui la posidonia è diventata il simbolo e il fil rouge. «È un percorso pensato per avvicinare le nuove generazioni al mare, dare a questi ragazzi gli strumenti per tornare a vederne la bellezza e l’importanza» dice subito Carlo Alberto Pratesi, fondatore e presidente dell’European Institute of Innovation for Sustainability (EIIS), istituto che si occupa di educazione, formazione e innovazione in sostenibilità, e partner di Coop in questa iniziativa. L’EIIS ogni anno accoglie “studenti” da 90 paesi, non solo comuni cittadini o giovani appassionati di ambiente, ma anche politici, manager e dipendenti di grandi organizzazioni che desiderano formare le proprie risorse umane su temi come la biodiversità e la tutela delle risorse naturali.
Quel piacere di tuffarsi con maschera e pinne
«Con Sea Explorers vorremmo che domani, anche nelle nostre località turistiche balneari, si ritrovasse il piacere di tuffarsi in acqua con maschera e pinne, per vedere cosa c’è lì sotto. E che lo facesse con una consapevolezza diversa, quella di chi sa quanto ciascuna delle specie che abitano quel mondo è importante per l'ecosistema marino e non solo. Tra l’altro, moltissimi tra noi non sanno che anche i fondali e le coste che troviamo oltre lo stabilimento balneare vicino a casa sono pieni di meraviglie. Non ne capiamo il valore perché, semplicemente, non abbiamo la pazienza di osservarli», continua Pratesi.
L’impegno di Coop: attivismo e formazione
Conoscere per proteggere, dunque, e Sea Explorers guarda ai giovani perché è da lì che può partire il cambiamento. L’iniziativa rientra nella Coop Youth Experience, la community delle cooperative di consumatori che negli anni ha coinvolto centinaia di under 30 in progetti come la piantumazione di 10.000 alberi in mille città o la riqualificazione di quartieri degradati, solo per citarne alcuni. E si muove sulla scia della campagna di Coop conclusa un anno fa “Un mare di idee per le nostre acque”, che ha permesso di raccogliere più di 32 tonnellate di rifiuti dalle acque di mari, laghi e fiumi. Stavolta, però, si punta sulla formazione. I partecipanti frequenteranno dal 15 aprile 85 ore di lezione online, suddivise in moduli, e 100 corsisti saranno selezionati e divisi in due gruppi da 50, per partecipare a un weekend di osservazione dal vivo rispettivamente sull'isola d’Elba e nel Conero, così da vedere in mare ciò che hanno studiato, osservare le praterie marine e i loro abitanti. A settembre, per concludere, 10 di loro saliranno a bordo di una barca a vela per un’ulteriore esperienza di studio.
Otto mesi di lavoro
«Ci sono voluti più di otto mesi per realizzare questo progetto, quasi quanto la gestazione di un bambino» spiega con orgoglio Laura Pintore, che all'EIIS è responsabile del dipartimento Biodiversità, ed è nel team che ha progettato Sea Explorers con Coop. «Per riportare i giovani in connessione con la natura, perché si rendano conto di quanto sia urgente un cambio di passo, c’è bisogno di meravigliarli e appassionarli, ed è su questo che ci siamo concentrati». Anche nei moduli online, continua Pintore, le lezioni frontali non sono contemplate: al loro posto ci sono video documentari, approfondimenti, contenuti e informazioni in grado di coinvolgere i partecipanti. «Partiremo dalla posidonia, per poi approfondire il plancton, le meduse e le altre piccole specie che sono alla base della catena alimentare e che popolano le nostre acque, fino ai coralli, le stelle marine, i ricci. Scopriremo cose affascinanti, sfateremo luoghi comuni. Non tutti, per esempio, sanno che tra i ricci di mare non esistono maschi o femmine, si tratta di due specie differenti, o che il sesso delle tartarughe marine dipende dalla temperatura della sabbia e che, se questa supera i 29 gradi, nascono solo femmine. Un dato che da solo fa capire quanto il cambiamento climatico possa mettere a rischio questa specie».
Un esempio per tutti
Negli ultimi due moduli si passerà poi a parlare degli aspetti che ci riguardano da vicino, e cioè le minacce, l'impatto dell'uomo sul mare, il traffico nautico, i rifiuti, le microplastiche e gli altri inquinanti. Per poi spiegare quanto sia importante proteggere queste aree. «La naturale conclusione del percorso teorico e poi pratico è arrivare alla domanda: cosa stiamo facendo noi per tutelare tutto questo? È il cuore del progetto: mostrare, far capire quello che sta succedendo, perché finché non vedi con i tuoi occhi e non viene stimolata la tua curiosità è più difficile che si sviluppi il senso di responsabilità. Vorremmo che chi partecipa al Sea Explorers iniziasse a guardare il mondo in maniera più consapevole. Che andare al mare significhi portare gli amici a osservare il fondale e gli scogli, ma anche fare una passeggiata sulla spiaggia per raccogliere i rifiuti, andare al supermercato e usare la sportina di tessuto, avere sete e usare la borraccia invece della bottiglia usa e getta, diventando un esempio per amici e familiari. Vorremmo gettare i semi di un cambiamento culturale».
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