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C'è un vento freddo che dalle cime immense dell'Etna - 3.357 metri, più della Marmolada – soffia e scende ogni giorno fino alla Piana di Catania. Arriva di notte, dalle vette innevate, per buona parte dell'anno, quando il sole del Sud non scalda l'aria, e colpisce gli aranceti a Sud del grande Vulcano. È l'ingrediente che rende i loro frutti unici al mondo. «Quel vento ha l'effetto di uno schiaffo, un colpo secco che arrossa la pelle. È a questo fenomeno meteorologico che le nostre arance devono il colore rosso e il sapore inconfondibile», dice Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer, storica azienda ortofrutticola catanese, oggi parte del gruppo Unifrutti e fornitrice Coop, per cui produce, tra gli altri, le arance Tarocco a marchio Origine Coop. Ai piedi dell'Etna c’è nato e tra gli aranceti lavora da trent’anni, della sua terra e dei suoi frutti conosce ogni aspetto. Non ha dubbi quando afferma che le Tarocco, le più pregiate tra le “rosse” di Sicilia, sono sintesi e simbolo dell’isola orientale, dove il clima Nordafricano si mischia con la brezza fredda dall'Etna, e quando la montagna è sveglia la cenere copre ogni cosa.
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Da queste parti dite che le vostre arance sono rosse come la lava del vulcano… Cos’è che le rende così rosse e così speciali?
È appunto lo “schiaffo termico”, la brezza fredda notturna che contrasta con il calore del giorno. Fa “arrossire” i frutti perché ne attiva il processo di pigmentazione, stimolando la produzione di antocianine, antiossidanti naturali che conferiscono alle nostre arance il tipico colore rosso. Nelle Tarocco, il rosso è soprattutto all'interno del frutto, ma spesso troviamo sfumature anche sulla buccia. La presenza di questi pigmenti rende i frutti un alleato del sistema immunitario, aiutando l'organismo a difendersi dai radicali liberi e a combattere l'invecchiamento. Inoltre, un mix perfetto di tanti elementi dona a questi agrumi un sapore dolce e agro insieme, in perfetta armonia, che li rende molto pregiati. E non è finita, le arance della Piana di Catania crescono su un suolo carico di minerali, le eruzioni dell'Etna sono continue. Lo sa bene chi come me vive qui, ed è spesso costretto a spalare la cenere che si deposita ovunque.
Da quanto tempo la Oranfrizer coltiva arance?
La famiglia Alba coltivava agrumi dal secolo scorso. Nel 1962, Giuseppe Alba decise di fondare un’azienda più strutturata, con l'obiettivo di crescere, migliorare le produzioni e produrre più su larga scala. In tutti questi anni, in azienda non si è mai smesso di “studiare” come migliorare i metodi di coltivazione naturali, dotarsi di tecnologie sempre più moderne, mettere a dimora nuove varietà, elevare la qualità dei prodotti. Partiamo in vantaggio per questo particolare microclima che non ha eguali nemmeno nel resto della Sicilia e ci regala frutti meravigliosi, ma dietro a questo risultato c’è molto impegno. Col tempo, per esempio, abbiamo allungato la stagionalità delle Tarocco, introducendo varietà clone che danno raccolti anche durante la primavera, l'ultimo a maggio. Quando il meteo lo consente, la produzione dura circa sei mesi all'anno. Tra l'altro, man mano che l'inverno prosegue la produzione di antocianine nei frutti aumenta, perché l’escursione termica tra notte e giorno è più marcata, e le qualità nutrizionali sono, se possibile, ancora più alte.
Che ruolo ha avuto Coop in questo processo di crescita?
Il rapporto con il mondo Coop è nato quasi subito, non appena l'azienda ha iniziato a diventare una realtà più strutturata. Era il 1968 quando siamo entrati per la prima volta nei punti vendita Coop della Toscana, un po' è come se le due realtà fossero cresciute in parallelo. Lavorare con un grande gruppo è stato per noi lo stimolo per innovare e stare al passo con le nuove tecnologie, trovare sempre soluzioni nuove. Oggi non è scontato fare agricoltura, un settore che più di ogni altro paga lo scotto dei cambiamenti climatici. In Sicilia, per esempio, dobbiamo fare i conti con il problema della carenza cronica di acqua, dovuta anche a una gestione delle risorse che fino a oggi è stata poco attenta. Avere accanto un grande partner ti dà la solidità anche per affrontare certi cambiamenti.
Come fornitori di prodotti a marchio Coop dovere seguire disciplinari stringenti sui diserbanti e prodotti chimici. È possibile in un momento climatico così delicato?
Essere “diserbanti-free”, è la nostra cifra da sempre. Siamo convinti che la natura possa fare da sé, sia capace di difendersi. Se entri in azienda ti accorgi subito che l'erba cresce alta attorno agli agrumeti, lasciamo che faccia il suo percorso naturale, senza chimica, e quando è alta la tagliamo, la lasciamo seccare e la rimescoliamo nel terreno, per dargli nutrimento. Non usiamo prodotti chimici per contribuire al benessere di piante e suolo, a meno che eventi particolari non richiedano l'applicazione di trattamenti di mantenimento per salvaguardare i frutti, ma succede di rado, solo quando è strettamente necessario. La buccia delle nostre arance è edibile, non subisce trattamenti dopo la raccolta per allungarne la vita. Ci limitiamo a selezionare gli agrumi e dividere quelli destinati alla vendita da quelli per la trasformazione, li sottoponiamo a ulteriori verifiche e li inseriremo nelle confezioni, senza che nulla venga aggiunto per allungarne la vita.
E le arance vengono raccolte a mano, come una volta...
Sì, una ad una, e il taglio deve essere veloce e preciso, quasi chirurgico. Chi fa questo lavoro deve essere attento a preservare la rosetta verde che è sulla cima del frutto, per non accelerarne la maturazione, e tagliare il gambo raso, perché non danneggi gli altri frutti. Si usano forbici tonde molto particolari che vanno indossate in un certo modo, e servono mani esperte. Vedere i raccoglitori all'opera è uno spettacolo.
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