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Le voci dei finalisti del concorso “Cibo e Clima – Siamo i registi del nostro futuro”, ideato dalle Coop con Giunti Scuola, Giffoni e Promotica, nell'ambito di “Coop per la Scuola 2025”. Per loro in premio esperienze nel mondo del cinema, ma il regalo più grande, dicono gli insegnanti, è stato immergersi in un'esperienza da protagonisti.
Un grande albero che sorride nel prato, gli occhi puntati su bambini e bambine, tutt'intorno broccoli, carote, mele e frutti colorati. Ci parla di natura e di bellezza il manifesto del film immaginario “L'Ulivo pensante”. È ispirato a un “personaggio” reale: un ulivo secolare che i giovanissimi della 2ª B della scuola primaria Grazia Deledda di Ginosa, in provincia di Taranto, hanno notato qualche mese fa visitando un frantoio. Li ha talmente colpiti, con quel tronco intrecciato quasi umano - racconta la loro maestra Nunzia Di Giorgio - che quando hanno partecipato al concorso nazionale “Cibo e Clima – Siamo i registi del nostro futuro”, hanno pensato a lui.
Il manifesto de “L'Ulivo pensante” è uno dei finalisti del concorso che le Coop, con il supporto di Coop Italia e di Ancc-Coop hanno lanciato all'inizio di questo anno scolastico con Giunti Scuola, Giffoni (che organizza l’omonimo festival di cinema per ragazzi) e Promotica, nell'ambito di “Coop per la Scuola 2025”. Un nuovo capitolo nella campagna di sostegno materiale alla scuola che si affianca alla storica attività di supporto alla didattica, con percorsi gratuiti di educazione al consumo consapevole e alla cittadinanza attiva Saperecoop.
Il concorso ha coinvolto bambini e ragazzi da 3 a 19 anni, dall'infanzia alle superiori, invitandoli a mettersi alla prova con il linguaggio del cinema per raccontare il rapporto tra cibo e sostenibilità, un modo per approfondire temi di drammatica attualità divertendosi e acquisendo nuove competenze. Dalle scuole dell'Infanzia alle secondarie, per ogni ordine è stata pensata una sfida diversa: un disegno per i più piccoli della materna, l'ideazione del manifesto di un film immaginario per gli alunni delle primarie, la stesura di una sceneggiatura per quelli delle medie, la realizzazione di un cortometraggio per gli studenti delle superiori. «Con Coop e Giunti abbiamo immaginato un progetto che potesse coinvolgere giovani di tutte le età partendo dal legame tra cibo e sostenibilità ambientale, con una lingua che loro amano, quella del cinema e della comunicazione visiva», spiega Antonia Grimaldi, della direzione artistica del Giffoni.
«Giunti ha quindi fornito il materiale didattico con i contenuti da cui partire, mentre Giffoni si è occupato dei materiali che hanno invece “istruito” docenti e studenti sulle tecniche del linguaggio cinematografico. Hanno accolto l'invito con grande entusiasmo». Il risultato è una montagna di oltre 1.500 lavori arrivati da tutta Italia, e una galleria di personaggi immaginifici come l'ulivo pensante, che incarna la saggezza della natura e la sua capacità di dare frutti meravigliosi, il “Rifiumonster”, che come in un film horror genera rifiuti dagli sprechi alimentari, il “Tropical airplane”, che sputa fumo trasportando frutta esotica tra i due capi del mondo, o scienziati adolescenti che in uno scenario apocalittico cercano di porre rimedio ai disastri dell'uomo. «Quello che più ci ha colpito è stata la voglia di partecipare di alunni e insegnanti, che traspare da tutti i lavori. In particolare, le classi dell'infanzia e della primaria hanno abbinato al progetto altre attività, giocando con il riciclo, organizzando visite didattiche, pranzi dedicati, persino semine di ortaggi. E non è banale quello che hanno prodotto: dietro la realizzazione del manifesto di un film c'è qualcuno che ha immaginato una trama e dei personaggi che non esistono, si è sforzato di dare un titolo, tutti passaggi che richiedono lo sviluppo di competenze non indifferenti», continua Grimaldi. «Quanto ai grandi, è stato bello vedere che in tanti corti viene fuori la loro voglia di cambiare le cose».
I bambini della 2 ªB saranno a fine maggio a Cinecittà, dove parteciperanno a un laboratorio sugli effetti speciali del cinema. «Sono eccitatissimi, non si aspettavano di arrivare tra i finalisti», racconta la maestra Nunzia di Giorgio: «Per loro questo premio è molto importante, la visita gratuita offre a tutti la possibilità di partecipare e di conoscere cose che altrimenti non avrebbero potuto vedere: l'adesione è infatti stata completa. Il giusto riconoscimento per il loro impegno». Il manifesto con l'ulivo pensante è frutto di un lavoro corale: divisi in piccoli gruppi hanno fatto i disegni, altri hanno pensato alla storia e al titolo, e i diversi pezzi sono stati messi insieme con un programma di grafica fino a creare un'unica immagine. «Quell'ulivo è un po' il simbolo di quanto sia importante rispettare l'ambiente per il benessere degli alberi e degli altri elementi naturali, da cui proviene anche ciò che mangiamo. Per arrivarci abbiamo fatto un lavoro interdisciplinare, mettendo insieme educazione civica, scienze, disegno, storia»
“Radici verticali” è invece il nome del corto presentato dagli studenti della 2ª dell'Istituto Tecnico Enrico Fermi di San Marcello Piteglio, Indirizzo Meccanica e Meccatronica. Ad “accompagnarli” è stata la loro insegnante di Scienze Martina Venturi, con la collaborazione della collega di sostegno Federica Buongiovanni. Il minifilm racconta l'impegno dei ragazzi a costruire una serra verticale a scuola, dopo avere studiato gli effetti generati dal trasporto degli alimenti, e si ispira a un'esperienza reale, perché per davvero gli studenti dell'istituto hanno progettato e costruito il modello di una serra che prende acqua piovana e la riutilizza. «Il tema proposto da Coop per il concorso sembrava scritto per noi», sorride l'insegnante. «Il programma di Scienze del secondo anno affronta anche il tema dell'alimentazione, ed è molto importante che i giovani acquisiscano consapevolezza dell'impatto che ha sull'ambiente ciò che scegliamo di portare in tavola». E poi c'è l'altro valore del progetto, quello umano e formativo: «È meraviglioso vedere come certe attività “pratiche” riescano a coinvolgere i ragazzi, a renderli protagonisti valorizzando le loro potenzialità. Durante le fasi di lavorazione tutti si sono dimostrati attivi, interessati anche al di fuori dell'orario scolastico, hanno condiviso idee e tentativi, si sono dati una mano gli uni con gli altri e hanno saputo fare lavoro di squadra, in maniera autonoma e autogestita. Hanno insomma sviluppato quelle soft skills così preziose nella vita da adulti».
A parlare per la 2ªH della scuola secondaria di primo grado Monteverdi, a Milano, sono direttamente i ragazzi. Il loro insegnante Giovanni Mascotto li ha convinti a partecipare a un'intervista collettiva per raccontare la loro sceneggiatura, la storia di due giovani che durante un campus estivo decidono di attivarsi contro lo spreco alimentare. «Lo abbiamo scelto come tema perché ci coinvolge personalmente, e si può combattere tutti i giorni con dei piccoli gesti, quindi ci è sembrato anche più semplice da scrivere», spiegano. A ispirarli è stato il mercato del quartiere, dove ogni giorno vedono montagne di cibo destinato alla discarica, e hanno provato a immaginare un mondo dove sono loro, i giovanissimi, a darsi da fare per cambiare le cose. I due protagonisti della storia non esitano a organizzare una “missione” dal responsabile del campus per chiedergli di avviare seriamente iniziative contro lo spreco della mensa. Un personaggio che diventa metafora della giustizia e del mondo degli adulti: «All’inizio fatica ad ascoltare noi ragazzi, ma poi capisce che è importante farlo. Per noi è fondamentale avere adulti capaci di vederci e di ascoltarci. Desideriamo però anche essere protagonisti del cambiamento. In classe un giorno abbiamo anche riflettuto sulla possibilità che il voto sia esteso ai sedicenni e per noi questo sarebbe un modo molto importante per far sentire la nostra voce e partecipare alla vita pubblica».
Credits: Giffoni Film Festival
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