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Grazie all’iniziativa di Coop, migliaia di dolci della tradizione natalizia a marchio sono arrivati nelle case di chi è solo, nelle mense caritatevoli, negli empori solidali e nelle carceri. Dopo panettoni e pandori, le associazioni riceveranno buoni spesa da usare nei punti vendita. Com’è andata nel racconto di alcune delle realtà beneficiarie.
L'immagine con cui inizia questa storia è quella di un camion che, alla vigilia delle Feste, scarica pallet pieni di panettoni e pandori a marchio Coop. È il 22 dicembre, siamo nei magazzini del Banco Alimentare del Trentino, ma negli stessi giorni e in quelli successivi la scena si ripete in altre parti d'Italia, davanti a carceri, parrocchie, sedi della Caritas e associazioni che si occupano di dare aiuto.
Quei dolci di Natale sono andati a famiglie che non sanno come arrivare a fine mese, a persone anziane, sole, senzatetto, ai detenuti, per riempire la pancia ma soprattutto il cuore, grazie a un'iniziativa che ha visto protagoniste, da Nord a Sud, le Coop: per ogni panettone o pandoro a marchio dell'insegna venduto ai soci dal 18 al 24 dicembre, un altro è stato donato a enti e associazioni di volontariato sul territorio, perché fosse offerto a chi è in difficoltà.
Esaurita la distribuzione dei dolci, a gennaio le cooperative doneranno buoni spesa pari agli altri pezzi venduti. «Un'iniziativa bellissima», perché ha permesso alle persone bisognose di avere a Natale un dolce della tradizione da poter condividere in famiglia», sono state le prime parole di Luca Merlino, presidente del Banco Alimentare Trentino-Alto Adige, il giorno dell'arrivo dei pallet: «L'aiuto alimentare non serve solo a combattere la fame, ma anche a dare dignità alle persone e non farle sentire perse».
Il Banco Alimentare è destinatario con l'associazione Trentino Solidale della donazione del SAIT – Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine. Entrambe le organizzazioni di solito ritirano dai negozi Coop delle province di Trento e Bolzano alimenti prossimi alla scadenza, per distribuirle a chi è in difficoltà: l'iniziativa di fine dicembre chiude un anno carico di attività.
«Nella nostra associazione siamo oltre 900 volontari, raccogliamo alimenti da circa 330 punti vendita, circa 80 quintali di cibo fresco ogni giorno ad eccezione della domenica, per portarli a 2.500 famiglie e ai dormitori della regione.
Qui da noi le Coop sono punti di riferimento importanti per tutta la popolazione, tra i pochissimi supermercati presenti nei piccoli paesi di montagna, e quando SAIT Coop ci ha proposto questa iniziativa abbiamo accettato con entusiasmo, pensiamo che aggiunga ancora altro valore.
In questi giorni di festa c'è un'atmosfera unica, sarà bello distribuire oltre al cibo fresco qualcosa di natalizio sfornato per l'occasione, ed è ancora più bello perché questo è possibile grazie ai soci Coop, che hanno permesso che un semplice acquisto si traducesse in un dono», ha detto Giorgio Casagranda, presidente Trentino Solidale, nei giorni in cui la sua associazione ha distribuito i pacchi tra i monti del Trentino. Giorni impegnativi, certo, ma carichi di magia.
A Roma sono stati tra gli altri i volontari della comunità di Sant'Egidio a consegnare i panettoni e i pandori Coop donati da Unicoop Etruria a centinaia di famiglie: 2.500 in tutto quelli destinati all'iniziativa dalla cooperativa in tutti i territori in cui opera, a cui si sommano i buoni spesa da erogare a gennaio.
«La nostra comunità distribuisce beni di prima necessità, nel quartiere Primavalle contiamo 309 beneficiari; di questi, circa 60 sono persone o famiglie che ricevono i pacchi direttamente a casa», spiega Sergio Rivabene, responsabile delle Relazioni istituzionali della Comunità di Sant'Egidio nella Capitale.
«La consegna “a domicilio” è un po' una scusa per incontrare le persone, conoscerle e far sapere che noi ci siamo e che possiamo dare loro una mano anche in altri ambiti. Raggiungere chi è solo, e spesso non ha il coraggio di chiedere aiuto è il primo passo per creare una rete di solidarietà.
Nelle case dell'amicizia sosteniamo chi ci chiede supporto in tanti modi: ci sono anziani che per solitudine rinunciano a curarsi e a prenotare visite mediche, persone che vorrebbero cercare lavoro e non sanno da dove cominciare, famiglie che hanno bisogno di qualcuno che li guidi nelle pratiche burocratiche, a volte indispensabili per ricevere sostegni statali».
Anche un panettone, continua Sergio Rivabene, diventa un pretesto per scambiare qualche parola, può aprire una porta o un canale di comunicazione.
«I panettoni e i pandori Coop saranno un regalo inaspettato tra le mura domestiche di chi raramente esce a chiedere aiuto, e difficilmente avrebbe messo sulla propria tavola un dolce natalizio. Ecco perché questo gesto assume un peso specifico: questi dolci sono un simbolo di amicizia e di festa che fa sentire meno soli e meno dimenticati.
È bellissimo che venga donato a chi si sente isolato, in casa o per strada. Difatti li porteremo anche sulle tavolate dei pranzi comunitari, che Sant'Egidio organizza ogni anno per festeggiare con le persone con cui entra in contatto».
Sono invece 300 i panettoni e pandori che una delegazione di soci di Unicoop Firenze, accompagnata dal delegato regionale della Caritas Toscana don Emanuele Morelli, ha consegnato il 22 dicembre al carcere di Pisa. Altri 300 sono arrivati sotto Capodanno per il cenone di San Silvestro, e altri ancora, fino a un totale di 70.000, sono stati distribuiti nelle mense, nei centri di ascolto e negli empori solidali. A gennaio Unicoop Firenze consegnerà poi a Caritas Toscana altri buoni acquisto di valore pari alla somma dei prezzi alla vendita dei due dolci, da utilizzare nei punti vendita della cooperativa e di Terre di Mezzo.
Anche queste donazioni hanno un significato molto particolare, come spiega don Morelli: «Il tempo di detenzione è, per chi abita il carcere, un tempo difficile, ma quello natalizio è ancora più difficile, perché il dolore della separazione e la mancanza della famiglia si acuiscono. Noi speriamo che un panettone possa alleviare questo senso di solitudine». Rivolgere un pensiero ai detenuti di Pisa è quasi tradizione da queste parti, racconta il padre, perché da diversi anni esponenti politici raccolgono offerte da amici e conoscenti per acquistare dolci natalizi e altri beni.
«Anche Unicoop Firenze da tempo dona a Natale pandori e panettoni alla Caritas, in passato erano le sezioni di soci a mettere insieme i soldi per acquistarli. Quest'anno è cambiata la formula, ma l'immagine resta la medesima: quella di una carezza, di un gesto di attenzione verso chi non si aspetta più nulla». Anche i panettoni e pandori diretti all'emporio solidale di Pisa, continua il padre, hanno rappresentato un dono importantissimo.
«Dare la possibilità di fare la spesa in un emporio solidale è fondamentale per restituire dignità a chi non ha i soldi per acquistare in un supermercato. Il nostro emporio lo ha arredato la Coop, sembra quasi di essere in un negozio, un particolare di non poco conto: chi entra qui ha l'impressione di entrare in un supermercato vero e proprio, sceglie ciò di cui ha bisogno, non si fa bastare quello che riceve. La donazione di questo Natale ci ha permesso di far trovare sugli scaffali pandori e panettoni per tutti».
Negli stessi giorni, Coop Amiatina ha donato 708 dolci, tra panettoni e pandori a marchio Coop, a altrettante famiglie bisognose individuate con il coinvolgimento di 22 associazioni del territorio. Alle stesse realtà andranno nelle prossime settimane anche buoni spesa per 7.700 euro: dalle sedi locali della Croce Rossa alla Caritas, dall’Avis alle parrocchie fino alle Misericordia e alle associazioni dei piccoli centri toscani e del Viterbese, per propagare, insieme ai dolci del Natale, molti altri sorrisi.
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